Il fazzoletto ANPI donato alla Provincia di Parma

Sfilerà con le storiche bandiere delle brigate partigiane, sorrette da studenti e studentesse, per l’iniziativa “Il futuro porta la storia” nella mattinata del 25 aprile

La consegna da parte di Nicola Maestri ad Alessandro Fadda

Un simbolo che sfilerà insieme alle storiche bandiere delle brigate partigiane, sorrette da studenti e studentesse, che attraversarono la città il giorno della Liberazione (il 9 maggio del 1945, a Parma) in occasione dell’iniziativa “Il futuro porta la storia” che, di fatto, aprirà le celebrazioni della giornata del 25 aprile in città nell’ambito delle iniziative organizzate dal Comune di Parma in collaborazione con associazioni ed enti, tra i quali la Provincia di Parma. 


Si partirà da Palazzo Giordani – la sede della Provincia in viale Martiri della Libertà 15, a Parma – alle 9. Le storiche bandiere delle brigate partigiane, custodite all’interno di sala Savani (il luogo in cui si svolgono i consigli provinciali), saranno portate dai ragazzi e dalle ragazze delle scuole superiori di Parma e provincia affiancate dal gonfalone dell’ente con la medaglia d’oro al merito civile ricevuta dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 13 aprile 2006. 


Le bandiere raggiungeranno piazzale Corridoni dove si terrà un concerto a cura di studenti e studentesse del liceo musicale Bertolucci. Subito dopo il corteo proseguirà per piazzale Santa Croce dove studenti e studentesse consegneranno le bandiere alle staffette. 


Novità di quest’anno sarà la presenza, ufficiale, anche del fazzoletto tricolore di Anpi consegnato dal presidente provinciale di Anpi Nicola Maestri al presidente della Provincia di Parma Alessandro Fadda. 


“Con un gesto simbolico quale la donazione del nostro fazzoletto alla Provinciadichiara Maestriribadiamo l’impegno antifascista di tutto il territorio della Provincia di Parma, medaglia d’oro al merito civile per la Resistenza. Ribadiamo il forte legame tra Anpi e Provincia nel segno dei valori della Resistenza”. 


“Sarà un onore il 25 aprile – aggiunge Fadda – portare con noi il fazzoletto donato da Anpi provinciale. Un ulteriore simbolo del nostro fermo impegno antifascista in una giornata che la Provincia di Parma intende condividere con tutti i cittadini e le cittadine, partendo proprio dai ragazzi e dalle ragazze: le giovani generazioni alle quali vogliamo trasmettere i valori della Resistenza che ci ha donato la Libertà”.


maestri e fadda

Ufficio stampa Provincia di Parma

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Comunicato – Comitato per il NO

ANPI provinciale ETS, ANPPIA, ARCI, AUSER, Casa della Pace, CGIL, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale CDC, CIAC Onlus, Donne in Nero, Europa Verde, Federconsumatori, Giovani Democratici, Laboratorio Democratico Montanara APS, Legambiente, Libera, Parma Città Pubblica APS, Partito Comunista Italiano, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, Sinistra Studentesca Universitaria, SUNIA, Tuttimondi, Unione degli Universitari


Vogliamo esprimere nuovamente la più profonda gratitudine verso coloro che hanno permesso l’enorme risultato che ha guidato il nostro paese a rialzare la testa di fronte ad un passaggio storico. La vittoria di un fronte vario  ma unito manda un messaggio chiaro a tutto il paese, al governo e ad un modo arrogante e autoritario di fare politica. [...]

continua

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Le urne rivendicano una sovranità offuscata dalla supponenza di voler decidere tutto e senza regole, esse si oppongono alla prassi dell’imposizione dall’alto, senza rispetto per un parlamento sovrano in una Repubblica parlamentare che si è voluta delegittimare e smantellare, ma la Repubblica 80 anni dopo vive e resiste con i suoi figli più vessati: donne e giovani, riesigendo il suo parlamentarismo, la sovranità della rappresentanza popolare e richiedendo che quell’organo, tanto quanto il potere giudiziario così malamente strumentalizzato e maltrattato, venga rispettato: perchè rispettare essi significa rispettare tutti noi, significa riconoscere un popolo pensante e non un gregge in cerca di un capo. Ieri il popolo ha preteso considerazione e ha messo dei limiti che devono essere rispettati, limiti posti a chi è insofferente ad essere contenuto da uno Stato di diritto, cioè lo Stato liberale che tutela i cittadini dal potere, dove il diritto è esso stesso il potere dei senza potere e limite alla forza di chi non vuole averne, e non è tollerabile vengano messi in discussione. È dunque la vittoria della Costituzione che cammina sulle gambe di quanti la difendono, di una Costituzione che ci difende ogni giorno e che quindi va difesa, di una Costituzione che parla a tutti, agli ultimi della fila e a chi non ci può nemmeno entrare, una Costituzione rivolta al futuro che ancora deve essere in gran parte applicata, con potenzialità infinite. Una Costituzione del popolo e per il popolo, che non accetta strumentalizzazioni, colpi di maggioranza, disequilibrio dei poteri che la reggono, e non accetta di essere martoriata da chi non l’ha mai voluta e da chi la svende per inettitudine ed egoismo non comprendendo le conseguenze politiche e sociali delle azioni di chi invece cerca consapevolmente un riassetto illiberale dei poteri nati dalla lotta di Resistenza, di chi per interessi di parte la vuole stravolgere, di una parte che impiega prassi forzate e prepotenti, che mostra mancanza di rispetto per gli organi di tutela dei cittadini come parlamento e magistratura. Un pensiero dunque a chi e a quel che ci unisce nel passare del tempo: un senso di collettività e giustizia sociale che trascende barriere e confini fisici, mentali, culturali, che ci unisce nel credere in un mondo di tutti e per tutti. Occorre ridare e riavere entusiasmo e speranza per popoli sopraffatti dal terrore e dalla paura. Abbiate fiducia nel vostro voto per cambiare le cose e diffidate da chi con ogni strumento lo vuole maldestramente condizionare, oggi impariamo qualcosa di un’Italia ancora capace di fierezza e rettitudine, di lucidità e consapevolezza, di un’Italia partigiana e antifascista che parteggia, libera e orgogliosa di sentirsi ancora tale. Ma qui non finisce nulla; si deve iniziare a riassemblare un popolo costituzionale fatto di eccezionalismi che c’è e che se messo alle strette non piega. Grazie a chi ha votato anche se da tanto non lo faceva, grazie a chi vota sempre senza perdersi d’animo, grazie a chi fa tutto ciò che può per informare gli altri nel nome dell’unico interesse legittimo che è l’interesse pubblico e dei più fragili, grazie a quelle persone che costituiscono la colonna portante di questa complicata democrazia, infine un messaggio a chi non vota più: torneremo anche da voi.

Grazie a tutti noi figli e figlie della nostra Costituzione padri e madri dell’avvenire.


grazie

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I Motivi del NO

Il cammino verso il referendum giunge al suo atto finale. In un panorama denso di iniziative, questo incontro rappresenta il momento culminante della mobilitazione promossa dal Comitato per il NO. Un appuntamento centrale, sostenuto con convinzione dall'ANPI Provinciale di Parma, per ribadire il valore della partecipazione civile e la difesa dei principi costituzionali e sarà un onore poterlo fare accogliendo la nostra Vicepresidente Nazionale, Albertina Soliani. La storia chiama oggi a una mobilitazione civile e consapevole. In un clima che spesso cede alle provocazioni, il NO si afferma con la pacata ma incrollabile fermezza delle nostre ragioni, opponendosi con rigore a ogni tentativo di intaccare le fondamenta della nostra Carta Costituzionale.

Il tuo contributo è fondamentale: Partecipa all'incontro Coinvolgi chi crede nel valore della democrazia Avanti, insieme !

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Comitato Provinciale 31.01.2026

Relazione introduttiva dei lavori

Nicola Maestri Presidente Comitato provinciale ANPI Parma

Buongiorno a voi tutte e tutti e benvenuti a questo Comitato Provinciale che avevamo annunciato all’assemblea dei CDS del 29 novembre scorso presso la sala della CGIL a Parma. 

Il Vicepresidente vicario Stefano Cresci si è fatto carico di fare una sintesi di tutti gli interventi avvenuti in quella sede, oggi, come promesso, elaboreremo insieme quelle richieste nate da esperienze territoriali e uscite da quella giornata così significativa. 


Proposta di progetto organizzativo
Comitato Provinciale
 

Dal tenore della discussione e dei singoli interventi nasce una richiesta di discussione ed elaborazione politica nonché di una maggiore incisività [...] 

continua

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e una presenza sul territorio con l’esigenza di essere più organizzati e reattivi nelle risposte. In questi ultimi anni, grazie un buon lavoro fatto sul lato della comunicazione, tema sempre delicato ma cruciale se utilizzato in maniera intelligente, abbiamo offerto diverse possibilità di fruizione dal punto di vista informatico, anche se a mio avviso abbiamo ampi margini di coinvolgimento e miglioramento. Come saprete già tra un anno, di questi giorni, saremo immersi nella fase congressuale, per cui ritengo essere prioritario da parte nostra, guardare avanti e possibilmente interpretare correttamente quelle che dovranno essere le linee guida che ci permetteranno di dare un futuro solido alla nostra Associazione. Di semplice oggi c’è rimasto davvero poco. Einstein ha sempre parlato della necessità di non smettere mai di interrogarsi, sottolineando il valore della sacra curiosità, egli utilizzava spesso termini come passione, curiosità e fatica, noi aggiungeremo l’impegno, la conoscenza, la dedizione e l’ascolto e sono convinto che con queste premesse potremo trovare ancora molte cittadine e cittadini che si riconosceranno in questa tavola valoriale e pronti a camminare al nostro fianco. Il documento che Stefano ci proporrà è ovviamente una proposta e un progetto organizzativo che va nella direzione di una più efficace collaborazione tra i vari soggetti. L’ambizione è sicuramente quella di migliorare l’aspetto organizzativo ma al tempo stesso anche quella di avere una più forte spinta propulsiva e una più influente penetrazione culturale. L’obiettivo tangibile sarà proprio quello di implementare le attività e aggiungere volontari attivi su tutto il territorio provinciale che siano disponibili a un impegno più puntuale all’interno dei diversi ambiti del Comitato Provinciale. Devo correggere al rialzo il numero degli iscritti nel 2025. Infatti al termine dei conteggi gli iscritti ad ANPI del Comitato Provinciale sono poco più di 3350, credo sia un ottimo risultato che tutti insieme abbiamo contribuito a raggiungere. Le persone vedono nella nostra Associazione un baluardo democratico, tocca a noi, come recita il lascito morale di Giordano Cavestro e Giacomo Ulivi, dover prendere in mano il futuro. La fiducia c’è, è tangibile, alcuni passi di riqualificazione dei canali di informazione sono stati fatti, a questi dovranno seguirne altri e la proposta di oggi segue quell’orizzonte. Se ognuno di noi si farà carico di un piccolo peso da portarsi appresso ogni giorno, pensate un po’ quanti portatori di coscienza avremo, sollevando quei pochi che quel peso se lo accollano quotidianamente. Al tempo stesso aumenteremo la condivisione del messaggio che vogliamo veicolare.


 


Formazione e mobilitazione
per il Referendum

Per quanto riguarda il referendum sulla giustizia, come sapete ANPI è tra i promotori a livello nazionale del Comitato per il No. Anche a Parma si è costituito tale Comitato formato da associazioni, partiti, sindacato, la cosiddetta società civile e lo scorso 17 gennaio abbiamo dato vita a un’affollata conferenza stampa. [...] 

continua

[...]

Abbiamo avuto già un incontro molto partecipato anche se in remoto con l’ex magistrato Domenico Gallo che ha avuto il pregio di esemplificare in maniera molto comprensibile temi da addetti ai lavori. Nei prossimi giorni, come Comitato per il NO, avremo diversi incontri, il 9 febbraio con la vice presidente del Senato del PD Anna Rossomando, il 18 di febbraio con il sindacalista della CGIL nazionale Christian Ferrari, in data da definirsi con la ex parlamentare M5S Giulia Sarti, mentre il 27

febbraio in un primo incontro di cartello con il Prof Francesco Pallante docente di Diritto Costituzionale all’Università di Torino e il Presidente del collegio giudicante del processo Aemilia e già presidente dei tribunali di Reggio Emilia e Bologna Francesco Maria Caruso. Il giorno successivo alle 16.30, organizzato dal circolo il Borgo si terrà a Parma un confronto pubblico tra chi rappresenta il SÍ come l’ex senatore Giorgio Pagliari e chi rappresenta il NO ovvero l’ex magistrato e giurista Gherardo Colombo. Altri incontri sono in fase di definizione. Per marzo, con data da definirsi abbiamo in programma di organizzare un incontro con il Comitato “Giusto dire NO” dell’ANM Dott Ludovico Valotti, giovane magistrato con incarico a Parma, che abbiamo conosciuto alle celebrazioni per l’ottantanovesimo anniversario della morte di Guido Picelli, ci ha garantito la sua disponibilità per un incontro pubblico. Successivamente vi informeremo dei vari banchetti che si terranno a Parma in diversi punti della città. PD, M5S, Europa Verde hanno messo a disposizione del Comitato per il NO i loro banchetti già prenotati. Ci sarà bisogno anche dei nostri volontari per garantire una presenza assidua ai volantinaggi, soprattutto nelle ore di maggior passaggio, tipo il sabato pomeriggio ad esempio. Ci sembra però opportuno che anche la nostra Associazione faccia la propria parte verso i nostri dirigenti e iscritti. E dopo aver avuto la disponibilità da parte del responsabile di ANPI nazionale della formazione, nonché membro della segreteria provinciale Paolo Papotti, abbiamo deciso di fare un incontro specifico e mirato rivolto al nostro interno, in cui si tratteranno soprattutto gli aspetti che più riguardano i cittadini. Ci sembra giusto farlo per fornire maggiori strumenti da potersi spendere nei vari incontri che ci vedranno impegnati da qui al 22-23 marzo prossimi.

Manderemo a breve l’invito rivolto a tutti i comitati di sezione, vi anticipo comunque che il giorno stabilito sarà venerdì 13 febbraio alle ore 20.45, grazie all’ospitalità di CGIL il luogo sarà la sala Trentin in via Confalonieri a Parma.

Il referendum sul disegno di legge costituzionale cosiddetto Nordio, di fatto non riguarda la giustizia nel suo insieme, ma è una riforma rivolta solo alla magistratura.

La vittoria del SI avrebbe effetti dirompenti sull’intera giustizia, non solo penale ma anche civile, e il referendum riguarda quindi i diritti di tutti i cittadini, che non dovrebbero fare l’errore di sottovalutarlo, pensando che non si raggiungerà il quorum, perché in questo caso non occorre alcun quorum (si vince con un voto in più, a prescindere dal numero dei votanti).

Anche perché il referendum non coinvolge solo la giustizia, ma la democrazia nel suo complesso, che rischia di essere notevolmente indebolita se vincessero i SI.

Nel disegno di legge costituzionale non c’è infatti una riforma della giustizia diretta a rendere i processi più veloci, a rendere più facile l’accesso alla giustizia, a tutelare meglio i diritti dei cittadini. Nessun intervento sul numero dei magistrati, del personale, dei locali, delle strutture, dell’organizzazione degli uffici giudiziari, rivolto a migliorare tempi, efficienza e qualità dei procedimenti, no, non c’è traccia di tutto questo. Anche ascoltando gli attori di questa “deforma” si evince candidamente la volontà, nel medio e lungo termine, di voler assoggettare il potere giudiziario a quello esecutivo. La separazione delle carriere non c’entra assolutamente nulla, nonostante l’informazione stia martellando con affermazioni spesso menzoniere. Dalla riforma Cartabia del 2022 la separazione delle carriere è già nei fatti, tant’è che negli ultimi 5 anni una parte assolutamente marginale lo (0,31%) degli interessati cambia ruolo da giudice a pubblico ministero e viceversa, per cui cosa si nasconde dietro a questo disegno se non la malcelata volontà di un forte condizionamento della politica sulla magistratura? Oppure, leggendo in chiaroscuro il nostro percorso storico, si sta mettendo in pratica il progetto finale del maestro venerabile della Loggia massonica P2, Licio Gelli, i cui estimatori non mancano nell’attuale compagine governativa. Aldilà delle diverse letture e interpretazioni che ognuno di noi potrà individuare, ritengo sia giusto che la nostra Associazione si faccia interprete di questo impegno a difesa dell’impianto Costituzionale, perché è piuttosto evidente e grave l’attacco che si vuole portare al cuore delle nostre istituzioni. Non è la prima volta che questo avviene, ma probabilmente mai come ora è così fondato, reale e pericoloso, perché nonostante la lezione di Antonio Gramsci, nella società in cui viviamo l’indifferenza dilaga e questo rende assai permeabile e vulnerabile ogni sistema democratico. Il quesito referendario di marzo rischia di essere uno spartiacque tra il prima e il dopo. ANPI continuerà ad essere vigile e presente, assieme a tutte le forze democratiche e antifasciste, dentro e fuori il parlamento.

Abbiamo visto tutti il tentativo di Casapound, con l’aiuto di un esponente leghista, di varcare la soglia della sala conferenze della Camera dei deputati per presentare una proposta di legge sulla remigrazione. Il messaggio è stato chiaro, sono lì davanti pronti per entrare, per certi versi mi ha ricordato l’aggressione, l’attentato a Capitol Hill di cinque anni fa, quando decine, centinaia di persone violarono la casa delle istituzioni americane, e ciò è potuto avvenire perché questi personaggi si sentivano assolutamente sostenuti e protetti da una parte ben precisa dei poteri forti.

Bene hanno fatto, per fortuna, le forze parlamentari di opposizione ad occupare fisicamente la sala delle conferenze, impedendo di fatto questa vergogna. Gli spazi democratici ci vengono sottratti pezzo dopo pezzo, e il più delle volte in maniera silente, senza bisogno di sbraitare. Noi siamo stati, siamo e saremo sempre da quella parte, a difesa delle istituzioni e della autonomia e indipendenza tra i diversi poteri dello Stato, ognuno con le proprie funzioni a solenne difesa della democrazia.

Senza la volontà di voler drammatizzare questo momento storico, anche perché più di così diventa difficile, ma sono dell’idea che la democrazia così per come l’abbiamo conosciuta fino ai nostri giorni, stia attraversando un periodo di grave crisi, ragion per cui questo è il momento di serrare i ranghi e al contempo di allargare quanto più possibile i nostri orizzonti.

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Comitato provinciale Società civile per il NO nel referendum costituzionale

Conferenza stampa Sabato 17 Gennaio 2026, ore 11 Sala Arta di Via Treves, 2 Parma


Nicola Maestri Presidente Comitato Provinciale Parma

Come ANPI provinciale e come componenti di questo Comitato per il No siamo convinti che di fatto questa sia una controriforma e motiviamo il nostro No a una modifica che indebolisce la magistratura nell’equilibrio con gli altri poteri della democrazia, mortifica il Parlamento e ci trascina a un giudizio referendario, opaco, divisivo e costoso.

Intanto i problemi che affliggono tanti cittadini e tante cittadine nell’accesso alla giustizia restano del tutto inalterati. Il potere può degenerare e quel delicato gioco di pesi e contrappesi cerca di evitare al meglio tali degenerazioni. 

[...]

continua

[...]

La modifica costituzionale che ci viene proposta altera questo gioco: indebolisce la magistratura mutando l’equilibrio tra i poteri esecutivo e legislativo. É buona prassi non fare paragoni azzardati perché sono periodi storici differenti, ma non possiamo nascondere di avere una ragionevole preoccupazione per gli interventi governativi in atto che stanno limitando progressivamente gli spazi di partecipazione e gli equilibri democratici così faticosamente raggiunti.

La cosiddetta legge Nordio è un attacco frontale ai fondamenti costituzionali. Non c’è neppure, se non marginalmente, una separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, nonostante quello che si dice. Perché la separazione è già in atto dopo la riforma Cartabia del 2022, che consente il passaggio una sola volta e solo cambiando regione.

Quindi passare da una carriera all’altra è difficilissimo, tanto che negli ultimi 5 anni la percentuale media dei passaggi è stata pari allo 0,31% Non è per niente una riforma della giustizia e non servirà ad accelerare i tempi dei processi. Noi crediamo che serva soprattutto per assoggettare gradualmente i magistrati al cappello governativo. Limitare tutto ciò a una battaglia tra governo e magistrati sarebbe un errore di enorme sottovalutazione.

Nel disegno di legge costituzionale infatti non c’è una riforma della giustizia diretta a rendere i processi più veloci, a rendere più facile l’accesso alla giustizia, a tutelare meglio i diritti dei cittadini. Lo riconoscono gli stessi fautori della riforma. Nessun intervento sul numero dei magistrati, del personale, dei locali, delle strutture, dell’organizzazione degli uffici giudiziari, rivolto a migliorare tempi, efficienza e qualità dei procedimenti. Anzi, il nuovo sistema costituzionale creerebbe problemi organizzativi non indifferenti.

Questo referendum riguarda eccome tutti i cittadini.

Nel 2028 festeggeremo gli ottant’anni della Costituzione.

Speriamo vivamente di arrivarci con la pienezza di queste norme.

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