21 Marzo 1945
eccidio di primavera
il periodo
Nel gennaio del 1945 a Ozzano Taro, a Villa Fornari, Mussolini in una delle ultime apparizioni pubbliche prima della morte, incontra la Divisione Italia posta a rinforzo dell’attività di antiguerriglia nel territorio. Nonostante l’evolversi del conflitto sia ampiamente segnato (lo stesso Mussolini viene raccontato come incerto, voce flebile, dimesso) l’impegno strategico è la difesa della linea GOTICA.
La 1ª Divisione bersaglieri "Italia" viene costituita il 25 novembre 1943 presso il campo di addestramento di Heuberg con un primo nucleo di “volontari” provenienti dai campi di internamento. Altri reparti vennero addestrati poi a Ulma (Baviera) e Münsingen (Baden-Württemberg). L'organico venne completato alla fine di maggio 1944 quando affluirono dall'Italia i contingenti di leva e i richiamati. Completato l'addestramento la divisione nei primi giorni del dicembre 1944 si trasferisce in Italia, prima a Verona e poi a sud di Parma (nell'aprile del 1945 si arrenderà, insieme alla 148. Infanterie-Division tedesca, alle forze brasiliane, nella battaglia di Fornovo di Taro)
Nell’inverno ’44 – ’45 il fronte è appunto stabile sulla LINEA GOTICA e questo consente una nuova fase nella lotta contro le formazioni partigiane, che si protrarrà fino alla vigilia della Liberazione , nell'aprile del 1945. Rastrellamenti (in val ceno Operazione TOTILA) per tenere libere dai partigiani le principali vie di comunicazioni rappresentate nel Parmense dalla statale 63 della Cisa e dalla linea ferroviaria Parma-La Spezia. Rispetto ai mesi estivi, questo è il periodo degli eccidi di partigiani e di renitenti alla leva, delle rappresaglie come risposta sistematica alle azioni partigiane, spesso svincolate dal territorio in cui queste erano avvenute.
Solo in questo periodo 54 le fucilazioni, 17 contro partigiani e 34 contro civili o renitenti alla leva, che provocarono la morte di 155 persone. Quattordici furono compiute da fascisti, ventiquattro da militari tedeschi, cinque da plotoni d'esecuzione misti mentre per undici mancano informazioni. La maggior parte degli eccidi e delle stragi avvenne nei territori tra le valli del Taro e del Ceno e in quelli delle valli del Parma e dell'Enza.
In questo triste quadro vi è anche la strage di Vizzola.
Le Vittime
In alto a sx Ferdinando Bremi
sotto a sx Giuseppe Azzolini
sotto a dx Andrea Bianchi
(gli anni sulla lapide sono, purtroppo, imprecisi)
La lapide è Monumento adottato dalla scuola F.lli Fani di Ricco (famiglia ebrea che soggiornò a Riccò, sterminata a Auswitz. Pietre di inciampo in strada del quartiere, 4 a Parma). Da sempre la scuola partecipa alle commemorazioni
“Adottiamo questo luogo in memoria dei tre partigiani, morti per la libertà, in modo che restino sempre nei nostri cuori”.
Azzolini Giuseppe nasce il 20/02/1928 a Lesignano Bagni in provincia di Parma. Partigiano dal 01/10/44 al 21/03/45. Nome di battaglia: Andrei Abitante di Santa Maria del Piano, calzolaio con suo padre.
Bremi Ferdinando nasce il 07/06/1920 a Milano. Partigiano al 27/10/44 al 21/03/45. Nome di battaglia: Milan Abitante di Santa Maria del Piano
Andrea Bianchi, nato il 5 febbraio 1917 a Badia Pozzeveri una frazione di Altopascio di 28 anni, partigiano con il nome di “Ras”, sposato e padre di una bimba (Alberta - a questo link una breve intervista alla figlia che ricerca informazione sulla famiglia che ospitò il padre https://www.parmense.net/2017/03/25/eccidio-vizzola-1945-la-figlia-del-partigiano-ras-cerca-la-famiglia-che-ospito-il-padre/ ) E’ bracciante
LA STORIA
Erano stati catturati il 14 marzo durante un rastrellamento, a Castrignano di Langhirano, dai bersaglieri della divisione Mameli. La divisione Mameli opera sia sul settore Adriatico che sul settore della Garfagnana in operazioni di anti-guerriglia
Una volta arrestati, i bersaglieri della divisione ‘Italia’ ne pretendono la consegna e trasportarono i prigionieri a Sala Baganza nella sede di una stazione della Guardia Nazionale Repubblicana (GNR)
Il 21 marzo incontrarono i familiari, Questi vennero rassicurati dal comandante che i loro congiunti sarebbero stati rilasciati. La sorella di Giuseppe La sorella più grande lo vide per l’ultima volta a Sala Baganza prima di essere scortato a piedi attraverso i Boschi di Carrega e lungo la Statale fino a Vizzola.
Riuscì a vedere per pochi momenti il fratello da una finestrella: il giovane, con il volto livido, chiese alla sorella se anche lei fosse stata arrestata e affermò di non aver parlato. I parenti tornarono a casa sollevati, ma subito dopo la loro partenza i ragazzi furono caricati sui camion e condotti a Riccò dove, in Fornovo (via Marconi) alloggiavano altri bersaglieri della stessa divisione.
Dal paese il gruppo di militari condusse i ragazzi a piedi attraverso i campi fino al luogo più appartato di Vizzola: davanti al cimitero vennero trucidati. Alla scena assistettero in lontananza diversi abitanti, alcuni dei quali ricordano oggi come allora quel drammatico episodio. Altri furono avvertiti dagli strilli di una donna che si trovava nelle vicinanze. Superato il primo momento di paura alcuni di loro si recarono sul luogo della tragedia, solo per constatare come i giustizieri si fossero accaniti sui corpi dei giovani. Alcuni si misero a raccogliere i resti e li composero dentro la cappella del cimitero: unico gesto pietoso rivolto ai tre ragazzi.
Superato il primo momento di paura alcuni di loro si recarono sul luogo della tragedia, solo per constatare come i giustizieri si fossero accaniti sui corpi dei giovani. Alcuni, tra questi Memore Biolzi, si misero a raccogliere i resti e li composero dentro la cappella del cimitero: unico gesto pietoso rivolto ai tre ragazzi. Dell’episodio racconta anche l’allora rettore di Vizzola Don Alberto Tadè nel ‘Chronicon’ della parrocchia, che riporta anche il triste l’arrivo dei famigliari. Dopo la guerra ebbero luogo due diversi processi per trovare i responsabili dell’eccidio ma gli accusati furono scagionati.
Ne segui anche un processo a Bologna, ma la giustizia sommaria di quei tempi vietò alla madre di testimoniare contro i comandanti fascisti (ma ad ora non ne ho ricavato gli atti atti)
Lunedì 26 Marzo fu celebrata la messa cantata in loro onore.
Il giorno stesso la salme di Azzolini e Bremi vengono trasportate nel loro paese natio, invece la salma di Bianchi rimane nel cimitero di Vizzola.

