passo santa donna

6 Gennaio 1945


il periodo

Siamo in Val di Taro, in provincia di Parma, zona di particolare rilievo strategico militare, a causa delle importanti vie di comunicazione che la attraversano, (vitali per l’esercito tedesco – la ferrovia Parma-La Spezia, la statale 62 della Cisa e quella per Chiavari). Nel corso dell'operazione "Totila" le truppe tedesche rispondono alle zone libere nate nell'estate del '44 con pesanti rastrellamenti finalizzati ad eliminare la presenza partigiana nelle valli del Taro e del Ceno.

Infieriscono sulla popolazione con stragi e deportazioni. E' in una di queste operazioni  di questi, che avviene l’eccidio sul passo Santa Donna, quando un piccolo gruppo di partigiani cadde in un’imboscata tesa dai fascisti. 

LA STORIA

Il 6 gennaio del ’45, giorno dell’Epifania, tre colonne tedesche, giunte nella notte a Borgotaro, puntano su diversi obiettivi a monte del paese. Sul Santa Donna, nei pressi di Porcigatone, un distaccamento partigiano si muove per portare soccorso ad un reparto situato a Caffaraccia, attaccato dai tedeschi. All’improvviso spuntano nella nebbia sagome minacciose, sono tedeschi in tuta bianca e sci, che aprono il fuoco. I giovani partigiani non possono rispondere a causa del gelo che blocca le loro armi.

Sulla neve del Santa Donna rimangono i corpi trucidati.

“Michele” Castagnoli Giovanni

“Ratà” Catinella Vittorio

“Gaspà” Ferrari Gaspare

“Guido” Ferrari Guido

“Manza” Quotisti Gino

“Bubba” Tedaldi Armando

“Gherry” Terroni Domenico