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25.08.2025 Mariano Lupo

Nicola Maestri Presidente Comitato Provinciale Parma

Buonasera e benvenuti a questa importante ricorrenza che investe la nostra città e tutta la sua comunità. Vi porto i sinceri saluti della segreteria e del comitato provinciale di ANPI. Ringrazio di cuore i familiari di Mario Lupo, le autorità e tutti voi per la presenza. Sono trascorsi 53 anni dalla sera di quel 25 agosto del 1972, giorno in cui nei pressi del cinema Roma una dozzina di fascisti aggredirono a sangue tre giovani ragazzi di Lotta Continua. Tra questi Mariano Lupo, per tutti Mario, che venne raggiunto da un fendente al cuore che si rivelò fatale. Anche a Parma, l’attività squadrista dei neofascisti si inseriva dentro questa strategia del terrore al punto che l’omicidio del giovane Lupo venne compiuto dopo una vera e propria escalation, montata tra il ‘68 e il ‘72, di violenze e intimidazioni di matrice neofascista. [...]

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A chi oggi sostiene che, ricordare e celebrare eventi storici accaduti così lontano nel tempo non serve a nulla e non incida nel vivere quotidiano, é buon esercizio rammentare loro che conoscere in maniera approfondita il nostro passato, é fondamentale affinché certe tragedie non abbiano a ripetersi. Le sciagure quotidiane a cui dobbiamo assistere, e mi riferisco ovviamente alle guerre che imperversano senza fine così come i massacri sistematici messi in atto sulla popolazione civile, ma anche a una politica governativa che è a dir poco meschina, forte con i deboli e vacua con gli arroganti, sono convinto invece siano figlie proprio di questa ignoranza e approssimazione. L’unica via che possa portarci a una vera emancipazione è la strada della conoscenza, che troppo spesso vediamo posizionata ai margini della discussione politica. Le cronache di quei giorni riportano in tutta la loro drammaticità quella che fu un’esecuzione e a poco servirono gli squallidi depistaggi che volevano relegare questo grave fatto di sangue, in un omicidio tra balordi o peggio ancora per motivi passionali. Quello di Mario Lupo fu un assassinio politico, messo in atto da fascisti strettamente legati al MSI. E la città di Parma e le sue genti lo percepirono fin da subito, nonostante il questore dell’epoca sostenesse il contrario, tanto che cinquantamila persone parteciparono ai funerali di Mario in un silenzio spettrale carico di dolore e rispetto verso questo giovane uomo vilmente ucciso. Giacomo Ferrari tenne l’orazione funebre davanti a una città attonita: «Si pianga il morto - disse l'ex sindaco partigiano - ma quanto è successo valga di monito per dare ai nostri figli un domani migliore e sereno e perché gli anziani oggi possano chiudere gli occhi senza imprecare al passato». Anche per questo, aggiungiamo oggi, la memoria di Lupo non può essere affidata solo a una lapide lungo l'indifferenza del traffico. Quella di Mario possiamo considerarla oggi, a distanza di 53 anni, fu una grande battaglia di resistenza all’avanzata del noefascismo per la quale Lupo è stato considerato un partigiano. E a questo proposito vorrei riprendere le parole della sorella minore di Mario, Miranda, rilasciate in occasione del cinquantesimo a precisa domanda: "Sì, e se dal punto di vista umano, familiare e personale avremmo preferito averlo con noi a lungo, nel tempo, piuttosto che Mario fosse destinato a diventare un simbolo, con gli anni, tentando di rielaborare faticosamente il lutto, ci è stato chiaro che lui ha vissuto testimoniando con ogni azione ciò in cui credeva. È giusto, quindi, che finalmente venga raccontato il suo volto di giovane ucciso perché impegnato nel difendere valori che ancora oggi ci chiedono di essere difesi. Ricordando che è stato ucciso un ragazzo che avrebbe potuto avere tutta la vita davanti a sé". E per chi oggi esprime concetti superficiali e inconsistenti, come quelli di una generica riconciliazione, offrendo la possibilità, come ha fatto il quotidiano cittadino, di disquisire senza contraddittorio alcuno, al responsabile materiale di questo omicidio, senza avere nessun fondamento e soprattutto l’onestà intellettuale di ricostruire le vicende di quei tragici anni in modo serio e obiettivo, è bene rammentare a questi smemorati che quello di Mario Lupo, come sancito da tre gradi di giudizio in tribunale, al di là di interpretazioni fuorvianti, offensive e ingiuste che pure furono avanzate, fu un omicidio politico. Lo ripeto, fu un omicidio politico. D’altra parte è un gioco che va avanti da decenni, pensate alla stagione dello stragismo nero in Italia. Oggi, sentenze passate in giudicato confermano la natura e matrice fascista di quelle stragi, esecutori materiali e mandanti, depistaggi orditi da pezzi dello Stato in un legame che non si è mai veramente spezzato con settori del ceto politico della destra di governo. L’amarezza più grande è assistere ai balletti vergognosi di figure di primo piano che si aggrappano sugli specchi pur di non dichiararsi antifascisti. Noi invece antifascisti li siamo e dimostrando di essere qui oggi, ancora una volta, testimoniamo l’importanza della memoria, che è ciò che rimane in fondo alle nostre coscienze. Mario è qui con noi, Mario vive ogni giorno nei nostri cuori, nel nostro modo di interpretare democraticamente le nostre vite. Il suo ricordo è vivo, la memoria non morirà mai.


lupo25

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