ANPI provinciale ETS, ANPPIA, ARCI, AUSER, Casa della Pace, CGIL, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale CDC, CIAC Onlus, Donne in Nero, Europa Verde, Federconsumatori, Giovani Democratici, Laboratorio Democratico Montanara APS, Legambiente, Libera, Parma Città Pubblica APS, Partito Comunista Italiano, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, Sinistra Studentesca Universitaria, SUNIA, Tuttimondi, Unione degli Universitari
Vogliamo esprimere nuovamente la più profonda gratitudine verso coloro che hanno permesso l’enorme risultato che ha guidato il nostro paese a rialzare la testa di fronte ad un passaggio storico. La vittoria di un fronte vario ma unito manda un messaggio chiaro a tutto il paese, al governo e ad un modo arrogante e autoritario di fare politica. [...]
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Le urne rivendicano una sovranità offuscata dalla supponenza di voler decidere tutto e senza regole, esse si oppongono alla prassi dell’imposizione dall’alto, senza rispetto per un parlamento sovrano in una Repubblica parlamentare che si è voluta delegittimare e smantellare, ma la Repubblica 80 anni dopo vive e resiste con i suoi figli più vessati: donne e giovani, riesigendo il suo parlamentarismo, la sovranità della rappresentanza popolare e richiedendo che quell’organo, tanto quanto il potere giudiziario così malamente strumentalizzato e maltrattato, venga rispettato: perchè rispettare essi significa rispettare tutti noi, significa riconoscere un popolo pensante e non un gregge in cerca di un capo. Ieri il popolo ha preteso considerazione e ha messo dei limiti che devono essere rispettati, limiti posti a chi è insofferente ad essere contenuto da uno Stato di diritto, cioè lo Stato liberale che tutela i cittadini dal potere, dove il diritto è esso stesso il potere dei senza potere e limite alla forza di chi non vuole averne, e non è tollerabile vengano messi in discussione. È dunque la vittoria della Costituzione che cammina sulle gambe di quanti la difendono, di una Costituzione che ci difende ogni giorno e che quindi va difesa, di una Costituzione che parla a tutti, agli ultimi della fila e a chi non ci può nemmeno entrare, una Costituzione rivolta al futuro che ancora deve essere in gran parte applicata, con potenzialità infinite. Una Costituzione del popolo e per il popolo, che non accetta strumentalizzazioni, colpi di maggioranza, disequilibrio dei poteri che la reggono, e non accetta di essere martoriata da chi non l’ha mai voluta e da chi la svende per inettitudine ed egoismo non comprendendo le conseguenze politiche e sociali delle azioni di chi invece cerca consapevolmente un riassetto illiberale dei poteri nati dalla lotta di Resistenza, di chi per interessi di parte la vuole stravolgere, di una parte che impiega prassi forzate e prepotenti, che mostra mancanza di rispetto per gli organi di tutela dei cittadini come parlamento e magistratura. Un pensiero dunque a chi e a quel che ci unisce nel passare del tempo: un senso di collettività e giustizia sociale che trascende barriere e confini fisici, mentali, culturali, che ci unisce nel credere in un mondo di tutti e per tutti. Occorre ridare e riavere entusiasmo e speranza per popoli sopraffatti dal terrore e dalla paura. Abbiate fiducia nel vostro voto per cambiare le cose e diffidate da chi con ogni strumento lo vuole maldestramente condizionare, oggi impariamo qualcosa di un’Italia ancora capace di fierezza e rettitudine, di lucidità e consapevolezza, di un’Italia partigiana e antifascista che parteggia, libera e orgogliosa di sentirsi ancora tale. Ma qui non finisce nulla; si deve iniziare a riassemblare un popolo costituzionale fatto di eccezionalismi che c’è e che se messo alle strette non piega. Grazie a chi ha votato anche se da tanto non lo faceva, grazie a chi vota sempre senza perdersi d’animo, grazie a chi fa tutto ciò che può per informare gli altri nel nome dell’unico interesse legittimo che è l’interesse pubblico e dei più fragili, grazie a quelle persone che costituiscono la colonna portante di questa complicata democrazia, infine un messaggio a chi non vota più: torneremo anche da voi.
Grazie a tutti noi figli e figlie della nostra Costituzione padri e madri dell’avvenire.