Archivio della categoria: appunti partigiani

Sanzioni USA contro Francesca Albanese

Gianfranco Pagliarulo Presidente nazionale ANPI

Le sanzioni USA contro Francesca Albanese, relatrice speciale ONU sulla Palestina, sono semplicemente un’infamia, in flagrante violazione dei principi fondamentali del diritto internazionale, e si motivano di fatto perché Albanese ha rivelato che tante compagnie private americane sostengono direttamente o indirettamente l’esercito israeliano traendo profitto dai massacri e dall’occupazione dei territori palestinesi. Con questi provvedimenti ricattatori gli Stati Uniti si isolano sempre di più dal resto del mondo, accompagnati da un gruppo di Paesi occidentali oramai succubi della sindrome di Stoccolma nei confronti di Trump, che si comporta come il padrone del mondo. Francesca Albanese è da tempo bersaglio di una campagna diffamatoria anche con insulti, accuse e pesantissime minacce per la sua attività di testimone di verità. Mentre nel mondo si moltiplicano le manifestazioni di stima e i riconoscimenti nei suoi confronti, il governo italiano si distingue per il suo silenzio. Non una parola né un’azione a difesa di una cittadina italiana che fa il suo dovere fino in fondo e che per questo rappresenta in modo illustre il nostro Paese alle Nazioni Unite. Altro che difesa dell’italianità! Francamente, c’è da vergognarsi.


Pagliarulo Albanese

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#antidoto – 25 giugno

l'antidoto



Parma,25 giugno 2025, ore 17, Galleria San Ludovico, 38 gradi all'ombra.

Esposta la locandina che pubblicizza l'evento che si terrà alle ore 21 intitolato: "Contro il vento della dittatura, la rivolta della cultura", le volontarie e i volontari dell'Anpi cittadina e della provincia, che hanno dato vita alla Compagnia di Teatro Civile l'Antidoto, si preparano a riaprire e rileggere la Costituzione insieme alla cittadinanza.

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Come portatori di lampade che illuminano il sentiero per se' stessi e gli altri, sveleranno gli attacchi a cui sono sottoposte quotidianamente libertà, uguaglianza e giustizia, perni sui quali si fondano gli articoli della Carta Costituzionale.

L'antidoto proposto è la conoscenza dell'attualità e della Storia in modo critico e rigoroso allo scopo di Resistere allo smantellamento dello stato di diritto.

Il miglior modo per mantenere viva la Resistenza ,memoria del sacrificio delle partigiane e dei partigiani ,passa attraverso la salvaguardia dei valori alla base della Costituzione.

Utilizzando diverse modalità espressive, canti, poesie e prosa, i testi presentati a volte divertono, in qualche caso stupiscono, persino commuovono, ma comunque non lasciano indifferenti i coraggiosi presenti.

Viene letta anche la poesia ,scritta dall'artista inglese Harry Gallagher, dedicata alla fornaia di Ascoli Piceno ,identificata dalla polizia per aver esposto davanti al proprio negozio il lenzuolo con la scritta : 25 aprile buono come il pane bello come l'antifascismo.

Il profumo del pane antifascista è arrivato in Inghilterra insieme al giornalista e storico, dell'Anpi di Londra, Alfio Bernabei. In un tempo segnato da indifferenza e pseudoinformazione la Costituzione,drammatizzata e attualizzata nei suoi contenuti, prende vita in scena coinvolgendo, richiamando alla partecipazione e offrendosi come

Spettacolo finito, ore 22.45, fuori ci sono ancora 38 gradi.

locandina Antidoto 25 giugno 2025

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30 Giugno 2025 – Le parole di ANPI Provinciale

discorso di Nicola Maestri Presidente Comitato Provinciale ANPI Parma

Nel porgervi il saluto convinto di ANPI provinciale Parma ci tengo a sottolineare che la nostra Associazione è ostinatamente presente in tutte le piazze e in ogni luogo dove ci si batta per la giustizia, per la libertà, per i diritti, contro ogni forma di violenza e prevaricazione, come purtroppo avviene anche ora e ancora a Gaza da parte del governo criminale di Netanyahu o in Ucraina da parte della Russia imperialista di Putin, ma anche negli Stati Uniti, con il crescente e ormai palese autoritarismo e come purtroppo in tante altre parti del mondo, dall’ indo-Pacifico all’Africa al Sudamerica, senza escludere e dimenticare ciò che sta avvenendo in casa nostra.

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Nel secolo breve, l’umanità si è inginocchiata davanti al baratro due volte. Due guerre mondiali, cento milioni di morti, la Shoah, le bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki, il terrore dell’equilibrio nucleare che ha gelato il mondo per decenni. Tutto questo, ci avevano detto, non sarebbe mai più dovuto accadere. Ma a ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, l’Europa torna a marciare al passo della guerra, con il passo pesante e cieco del riarmo. I Paesi della Nato, Italia inclusa, hanno deciso di portare la spesa militare fino al 5% del Pil entro il 2035. Un salto mai visto, una corsa che non porta alla pace, ma al suo contrario.

Le cifre parlano chiaro: si tratta di decine e decine di miliardi sottratti ogni anno non al superfluo, ma al necessario. A sanità, assistenza, scuola, università, ambiente, cooperazione allo sviluppo. Ogni euro investito nelle armi è un euro negato alla costruzione di futuro. Perché – lo sappiamo bene – i bilanci non sono elastici all’infinito. Ci è stato ripetuto fino allo sfinimento che le risorse sono limitate, che “non ci sono i soldi”, per gli asili nido, per gli ospedali, per i giovani ricercatori, per i disabili, per la casa. Ma all’improvviso, con la narrazione della minaccia alle porte, le regole sono saltate. Il vincolo di bilancio si allarga solo per armarsi o per fare leggi liberticide come il decreto sicurezza.

Non possiamo tacere di fronte a questa scelta che tradisce lo spirito dell’Europa nata dalla riconciliazione, che piega i paesi dell’Unione – che della Nato è la parte politicamente debole, è evidente – a logiche militari imposte da fuori. La subalternità all’alleato statunitense – oggi guidato da un Donald Trump senza scrupoli di nuovo alla Casa Bianca – è manifesta e pericolosa. L’Europa, pur nella sua fragilità, ha una responsabilità storica: essere laboratorio di pace, non retrovia logistica di nuovi conflitti globali.

Dietro l’apparente razionalità dei numeri, delle percentuali, delle “minacce da contrastare”, si nasconde una visione tragicamente miope: quella che crede che l’unico modo di evitare la guerra sia prepararsi a farla. Una logica fallita, smentita dalla storia e dalla realtà. Le guerre nascono non solo dalla forza, ma dall’ingiustizia. E la vera sicurezza nasce dalla giustizia sociale, dall’istruzione, dal lavoro, dalla coesione. Non dai carri armati.

Non si tratta di ignorare i pericoli del mondo. Si tratta di scegliere da che parte stare. Se dalla parte della paura o della speranza, dalla parte della logica del nemico o della cultura del dialogo. Se dalla parte della morte o della vita.

Da tempo questo popolo in cammino ha scelto da che parte stare, ovvero dalla parte della vita, della speranza e della ricerca incessante di un mondo migliore.

Rimane l’abbraccio e la speranza che le follie delle guerre si possano fermare.

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XXVAprile 2025 – 80 anni fa

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NOTIZIONE APPELLO 25 aprile

25 aprile di ottant’anni fa. 

In quella data simbolica fummo liberi e liberati. 

Liberi, finalmente, dopo vent’anni di dittatura fascista. 

Liberati dal tallone di ferro nazista e dai complici fascisti di Hitler. Dal gigantesco massacro della seconda guerra mondiale con decine di milioni di morti e con le sue macerie materiali e morali. Dall’inaudito carico di violenza e distruzione, di deportazione e sterminio prodotti dal fascismo e dal nazismo.

Ottant’anni dopo viviamo un tempo sconcertante e sconvolgente, di ritorno della guerra, e in particolare della guerra ai civili, dei nazionalismi, dei fascismi e dei razzismi, di attacco alla democrazia, di impoverimento dei popoli. 

Mai come oggi la memoria del 25 aprile ci dà la forza morale e civile per resistere e per rilanciare i principi costituzionali della Repubblica democratica fondata sul lavoro, della sovranità popolare, del ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

Mai come oggi siamo in prima fila per un’Italia, un’Europa, un mondo di libertà, eguaglianza, solidarietà, lavoro, pace, dignità della persona. È tempo di resistere, di affermare la più ampia unità per un’altra Italia, un’altra Europa, un altro mondo.

Mai come oggi ricordiamo con affetto e riconoscenza coloro che hanno combattuto e che hanno sacrificato la vita in quello straordinario evento storico chiamato Resistenza: antifasciste, antifascisti, partigiane, partigiani, staffette, lavoratrici, lavoratori, deportate, deportati, internati, militari, forze dell’ordine, religiose e religiosi. Da loro continuiamo e continueremo a prendere esempio.

Mai come oggi consegniamo alle nuove generazioni l’orizzonte di futuro che aveva negli occhi il popolo della Resistenza in quell’aprile 1945. Di nuovo, è tempo di resistenza, una resistenza consapevole, pacifica, collettiva. Di nuovo ci riconosciamo in un cammino di liberazione da percorrere insieme.


25 aprile 2025: mai come oggi, eccoci in tutte le piazze del nostro bellissimo Paese, per una grande festa popolare che inneggia alla pace, alla democrazia solidale, al lavoro!

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XXVAprile 2025

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Manifesto ufficiale 80° anniversario della LIberazione

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