[...] Siamo altresì convinti che, come ci auguriamo, potrà esserci anche un luogo fisico in cui incontrarsi e riflettere su ciò che sta accadendo intorno a noi, in un mondo che sta rischiando pericolosamente di dover rivivere pagine nere e angoscianti purtroppo così amaramente già viste e subite.
È bene ricordare che Corniglio fu sede del Comando Unico Operativo partigiano della provincia di Parma (CUO) tra l’agosto e l'ottobre 1944, zona d’insediamento delle prime bande partigiane e luogo di numerosi scontri tra resistenti e nazifascisti. Tra questi la battaglia del Lago Santo, conflitto dai risvolti epici svoltosi nel rifugio che sorge sulle rive del lago. Il 19 marzo 1944 una squadra di nove partigiani del distaccamento “G. Picelli”, stanziata nei pressi del lago, fu attaccata da un nutrito gruppo di fascisti e tedeschi. I partigiani, barricati nel rifugio, resistettero eroicamente all’attacco nemico per diverse ore, provocando morti e feriti tra i nemici, costringendoli a ripiegare.
Qui davvero la resistenza ha rappresentato pagine epiche ma anche dolorosissime se pensiamo all’eccidio di Bosco, dove il Comando Unico venne decimato dopo un attacco proditorio scaturito da una delazione. Altri episodi drammatici hanno funestato queste comunità, i vostri territori, penso all’episodio efferato di Agna del novembre 1944 dove vennero fucilati dai nazifascisti 6 giovanissimi partigiani tra i 17 e i 23 anni, o a Lama di Corniglio, sempre in quei giorni sciagurati, dove vennero prima massacrati di botte e poi passati per le armi 7 partigiani sovietici e georgiani, disertori del terzo Reich passati nelle file dei resistenti. Gli episodi da citare sarebbero davvero tantissimi e questo per comprendere appieno l’enorme sacrificio di vite umane e di grandi sofferenze che le persone di questi luoghi hanno dovuto subire.
Custodi della memoria quindi, la trovo una definizione corretta, e aggiungo che
ricordare ha un’etimologia bellissima: deriva infatti dal latino re-cordari, ovvero richiamare al cuore, poiché gli antichi lo pensavano sede della memoria, e da Oscar Wilde ritenuta il diario che ogni giorno ognuno porta con sé. Anche chi non se ne rende conto, anche chi consapevolmente o inconsapevolmente è portato a rimuovere, anche chi è portato a bollare e liquidare con superficialità o furia ideologica, anche solo nella libertà di dirlo si porta con sé l’esperienza di questi partigiani come se fosse una pagina del proprio diario.
La Resistenza fu nuovo umanesimo: la rinascita politica dell’Italia repubblicana è stata resa possibile grazie alla presa di coscienza collettiva dal basso unita ad una rivolta morale. L’antifascismo è ciò che ha dato concretezza e pienezza ad un processo di Liberazione perché ha aiutato la vittoria militare a essere vera rigenerazione, vero riscatto, vera costruzione. Senza di esso, molte persone in Italia hanno sostenuto il fascismo senza ribellarsi agli orrori che stava compiendo, adattandosi senza colpo ferire a questa concezione del mondo.
La lotta di resistenza è straordinariamente attuale, nonostante chi non conosca la Storia sostenga sia una vicenda passata senza ormai nessun senso.
Noi riteniamo invece che occorra ripartire da qui, da chi ha fatto dell'altruismo e della solidarietà la propria cifra, ma occorre essere all’altezza delle sfide che essi ci pongono, come individui e come società. Come diceva Aldo Moro, la verità e la sua ricerca sono sempre illuminanti, essi ci aiutano ad essere coraggiosi. Forse non tutto è perduto e il risveglio civile speriamo sia destinato a suonare sempre di più della loro spontanea e non ideologica radicalità nell’affrontare i processi del nostro tempo: persone che non sono abituate ad avere confini, se non a sventolare la bandiera di una nuova civiltà, aperta, dialogante, laica, solidale. E noi che siamo, ancora una volta, in un luogo che trasuda storia come Corniglio, non celebriamo un rito stanco e indebolito dallo scorrere del tempo, ma rinnoviamo il senso profondo che ci rende essere umani, come cittadini, come associazioni e come Istituzioni. Benvenuti quindi nella grande famiglia di ANPI, benvenuta alla sezione numero 30 della Provincia di Parma. Vi auguriamo un intenso e proficuo lavoro.